Cos’è una query di ricerca?

Spieghiamolo in modo estremamente semplice: la query è ciò che un utente scrive all’interno del campo di ricerca. Quando ti trovi davanti alla home page di Google, o di qualsiasi altro browser, la prima cosa che fai è scrivere un breve testo o una semplice parola chiave che ti porti ad un elenco di risultati. Quello che digiti all’interno del campo di ricerca viene interpretato da Google per restituirti determinati risultati piuttosto che altri. Ma scendiamo più nel dettaglio.

Google sa bene che l’utente effettua le ricerche per soddisfare un bisogno e sta concentrando i suoi sforzi per rendere la rete un enorme bacino di contenuti utili, quindi se scrivi testi per il web devi assicurarti, prima di tutto, di aver ben chiaro per quale necessità l’utente dovrebbe trovare la tua pagina.

A tal proposito possiamo suddividere le query di ricerca in tre categorie, in base alla finalità per cui l’utente le digita.

Query informazionali


Questo tipo di query riguarda gli utenti che cercano sul web informazioni su qualcosa o sul come fare qualcosa, per esempio potrebbero scrivere: “cosa sono le query” oppure “come creare un sito web”. Ci troviamo di fronte al caso più comune, infatti la percentuale di query più elevata riguarda proprio la necessità di soddisfare la sete di conoscenza.
Google può presentare in questo caso notizie di Google News ed offre la precedenza a siti web con contenuti in grado di rispondere al dubbio dell’utente.



Query navigazionali


In questo caso l’utente digita nel campo di ricerca un argomento collegato al nome del sito web su cui vuole trovare la risposta, oppure indica semplicemente il nome del sito, ma non l’indirizzo completo. L’utente ha ben chiaro cosa vuole vedere e lo sta cercando esattamente in quel posto.
Per esempio: “zerouno software”, “siti web zerouno software”.



Query transazionali


Ci troviamo di fronte al caso in cui l’utente è intenzionato a compiere un’azione: può essere l’acquisto di un prodotto o servizio, la partecipazione ad un corso. Qui la query potrebbe presentarsi in modo simile a questo: “acquistare un computer”, “comprare scarpe da trekking”, “prezzi borse”. Spesso, di fronte a query transazionali, Google restituisce anche risultati provenienti da Google Shopping e può dare precedenza agli e-commerce.



Questo ci fa capire che il fulcro di chi scrive contenuti per il web si deve spostare dalla semplice parola chiave, verso il motivo per cui l’utente deve trovare la pagina del nostro sito. Quale bisogno soddisfa? Il visitatore deve acquistare un prodotto o cercare semplicemente informazioni? Google premia i contenuti utili con un migliore posizionamento all’interno dei risultati di ricerca e bisogna concentrarsi proprio su questo aspetto.

Una buona analisi delle query di ricerca ci consente di stabilire l’argomento da trattare ed il modo in cui affrontarlo e permette di strutturare le pagine web per far sì che l’utente compia determinate azioni piuttosto che altre. Per esempio, nel caso in cui vendiamo un certo tipo di servizio o prodotto, possiamo creare contenuti informativi, collegati strettamente alla proposta di acquisto, magari presentando una call-to-action ben visibile, che riporti alla sezione che abbiamo previsto per effettuare il pagamento. In questo modo avremo la possibilità di conquistare l’attenzione dell’utente che compie una ricerca con finalità a metà tra l’informazionale ed il transazionale, riuscendo a monetizzare i nostri sforzi.

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